Previati dipinge nel 1893 la Madonna dei gigli, con anche il titolo provvisorio di Luce, tema molto caro al pittore, che ne fa il soggetto principale dell’opera. Dopo averla iniziata, decide di aumentarne le dimensioni facendo allargare la tela.
La visione odierna del quadro – diversa dalle intenzioni originali di Previati – è mediata dalla presenza di craquelè1 e da una verniciatura finale2, frutto, forse, di un restauro del 1977, molto ingiallita, che rendono difficile la visione dell’opera, che appare slavata e diafana, con una tonalità di colore innaturale che ne altera la percezione.
Oggi si pone il problema se intervenire o meno sulla vernice finale, tanto degradata da averne abbassato vistosamente la leggibilità, consapevoli che qualsiasi intervento rappresenti un’alterazione dell’equilibrio raggiunto.

1 piccole crepe della superficie pittorica
2 l’ultimo strato trasparente che protegge il colore