Come avvio del progetto sono state previste tre conferenze internazionali sulla storia conservativa e sugli ultimi interventi di restauro della “Sant’Anna, la Vergine e il Bambino con l’agnellino”, conservata presso il Museo del Louvre, della “Vergine delle Rocce”  conservata presso la National Gallery e de “L’Ultima Cena”, tutte opere di Leonardo da Vinci.

Le conferenze sono state tenute dai curatori/storici d’arte e dai restauratori responsabili degli ultimi interventi.

La conferenza che si è tenuta venerdì 9 maggio presso l’Auditorium Giovanni Testori di Palazzo Lombardia ha riguardato il restauro conclusosi nel 2012 dell’olio su tavola “La Sant’Anna, la Vergine e il Bambino con l’agnellino” di Leonardo da Vinci. Alla conferenza hanno preso parte Pierre Curie, conservatore della sezione pittura del Dipartimento di Conservazione del Centro di Ricerca e Restauro dei Musei francesi (C2RMF) e Cinzia Pasquali, restauratrice protagonista dell’intervento.

La conferenza di venerdì 6 giugno tenutasi presso la Sala Conferenze di Palazzo Reale invece ha coinvolto Larry Keith, conservatore e restauratore del dipartimento di dipinti antichi della National Gallery di Londra il quale ha illustrato la fortuna critica e la storia conservativa del dipinto “La Vergine delle Rocce”, descrivendo il proprio intervento di restauro iniziato nel 2008 e durato più di un anno.

Per entrambi gli incontri presentatore e moderatore è stato lo storico dell’arte Mauro Natale (Università di Ginevra).

La conferenza di giovedì 22 ottobre svolta presso Palazzo Litta ha invece permesso di approfondire l’origine, le vicissitudini e l’attuale stato conservativo de “L’Ultima Cena” che Leonardo dipinse nel refettorio del convento adiacente la chiesa di Santa Maria delle Grazie, a Milano. Pietro Cesare Marani, Pietro Petraroia e Pinin Brambilla Barcilon hanno narrato a un nutrito pubblico la storia dei restauri e la fortuna critica del Cenacolo vinciano.

LA SANT’ANNA DI LEONARDO DEL MUSÉE DU LOUVRE

“Sant’Anna, la Vergine e il Bambino con l’agnellino” del Louvre, dipinta da Leonardo e rimasta incompiuta dopo una lunga gestazione protrattasi dal 1503 al 1519, è stata recentemente oggetto di un ultimo restauro che ha diviso restauratori e storici dell’arte in opinioni contrastanti. L’operazione conservativa, conclusasi nel 2012, ha interessato in particolar modo la pellicola pittorica, riducendo il livello delle vernici alterate dal tempo. L’intervento ha messo in risalto l’originario color blu lapislazzulo del manto della Vergine e ha rivelato dettagli rimasti fino a ora segreti, come le impronte delle dita di Leonardo che farebbero supporre la stesura del colore con le mani.

LA VERGINE DELLE ROCCE DI LEONARDO DELLA NATIONAL GALLERY

La “Vergine della Rocce” della National Gallery di Londra fu realizzata a più riprese da Leonardo come seconda versione rispetto a quella oggi custodita al Louvre. Il restauro iniziato nel 2008 e durato circa un anno e mezzo ha assottigliato lo spessore della verniciatura applicata in occasione di un precedente restauro, avvenuto nei tardi anni Quaranta del Novecento.
L’operazione di pulizia ha restituito l’originario effetto scultoreo frutto della maestria di Leonardo nello sfumare i valori tonali dal chiaro allo scuro, qualità estetica divenuta difficile da apprezzare a causa dell’ingiallimento e de-saturazione della vernice invecchiata nel tempo.

I RESTAURI E LA STORIA CONSERVATIVA DEL CENACOLO DI LEONARDO

Il Cenacolo di Leonardo, sicuramente una delle pitture murali più celebri della storia dell’arte, costituisce anche un unicum per la storia del restauro. La conferenza ha costituito l’occasione per raccontare le complesse vicende conservative di quest’opera d’arte attraverso i diversi interventi di restauro dal Settecento a oggi. Relatori e protagonisti dell’incontro sono stati Pietro Petraroia, direttore dei lavori di restauro dal 1991 al 1999, Pietro Cesare Marani, studioso di Leonardo e delle vicende conservative del Cenacolo e condirettore dei restauri dal 1991 al 1999, e Pinin Brambilla Barcilon, che ha eseguito l’ultimo restauro dal 1977 al 1999.