Il progetto

Il progetto RRM – Restauratori e Restauri in Museo intende riportare l’attenzione su quegli aspetti di un’opera d’arte solitamente poco accessibili al grande pubblico di un museo: la sua storia conservativa e gli attori principali degli interventi di restauro che l’hanno interessata nel tempo. La conservazione dei beni culturali è una delle responsabilità primarie alla quale il museo dedica risorse economiche, umane e tecnologiche e di cui il visitatore non è sempre consapevole, così come spesso riscontra difficoltà nel comprendere appieno la necessità di continue azioni di monitoraggio e manutenzione del patrimonio in esso conservato.

Tale constatazione deriva dall’esperienza maturata nell’anno 2010-2011 in occasione della prima edizione di RRM – Restauratori e restauri in Museo che aveva l’intento di arricchire e completare la lettura di opere d’arte custodite in alcuni musei milanesi, stimolando e coinvolgendo i visitatori nella conoscenza della storia del restauro italiano.
La viva partecipazione e la positiva reazione riscontrata nel pubblico in quella circostanza ha fatto maturare due considerazioni: da un lato l’esistenza di un grande interesse da parte dei visitatori, italiani e stranieri, nei confronti di un nuovo approccio alle opere d’arte e il conseguente bisogno di soddisfare questo desiderio attraverso approfondimenti specifici; dall’altro l’esigenza di condurre indagini e ricerche sulla vicenda conservativa delle opere per illustrare in modo esaustivo la natura dei restauri che le hanno interessate.

Forte dell’edizione pilota, il nuovo progetto RRM – Restauratori e restauri in Museo intende allora creare una diversa e approfondita partecipazione del visitatore, che potrà scoprire e apprendere quanto accaduto in passato e più recentemente a capolavori artistici appartenenti ai musei più significativi della città di Milano. E’ interessante sottolineare come, di fatto, la quasi totalità del patrimonio storico artistico ha cambiato, a seguito di restauri, nel poco o nel molto, alcuni dei propri caratteri originari e, di come buona parte dei visitatori non ne sia a conoscenza, trovandosi a volte a esprimere valutazioni su opere che potrebbero sembrare “appena dipinte”.
La non accessibilità a questo tipo di informazioni parimenti alla grande tradizione italiana nel campo storico artistico, e in particolare della storia delle tecniche e dei materiali, nonché della storia del restauro, hanno motivato l’Associazione Giovanni Secco Suardo e i cinque musei coinvolti a narrare attraverso linguaggi nuovi opere selezionate in base la loro particolare e peculiare vicenda conservativa.

Hanno scelto di prendere parte a RRM la Pinacoteca di Brera, le Civiche Raccolte Artistiche del Castello Sforzesco, il Museo del Novecento, il Museo Poldi Pezzoli e il Museo Diocesano, istituzioni diverse per natura giuridica, storia e tipologia di collezioni ma accomunate dalla medesima volontà di divulgare in maniera coinvolgente gli avvicendamenti conservativi del proprio patrimonio artistico. Quello che si è creato è un itinerario cittadino attraverso il fil rouge del restauro e il visitatore è accompagnato, grazie ai supporti multimediali, all’interno di un percorso che si posiziona trasversalmente rispetto le singole specificità delle realtà museali coinvolte.

Il progetto, promosso dall’Associazione Giovanni Secco Suardo e cofinanziato da Regione Lombardia e Fondazione Cariplo, nasce dal progetto nazionale ASRI – Archivio Storico Nazionale e Banca Dati dei Restauratori Italiani.